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Ci siamo passati, come al solito, senza preavviso, affinchè la nostra recensione potesse essere quanto più reale possibile. Il personale è tutto improntato ad una cortesia e gentilezza veramente straordinaria, chiunque sia passato dal nostro tavolo è stato attento a vedere se mancavamo di qualcosa o se desiderassimo dell’altro: perfetti.


La formula è originale con tavoli piccoli da due posti e sgabelli alti; i posti in sala (una piccola sala) sono pochi; il menù, c é corto ma pieno di sapori ed emozioni del territorio, la lista dei vini non comprende le tante etichette in mostra. Le preparazioni sono freschissime e le presentazioni sono attente, belle da guardare e sublimi da gustare. Tutto é preparato al momento: ho riconosciuto il “battere” del coltello per la “tartáre” quale un piacevole rumore di fondo che mi ha ricordato il battere sul tagliere del lardo usato da mia madre alla domenica mattina.


Ottimo il rapporto qualità prezzo come pure contenuto il ricarico sui vini: bravi e grazie delle buone cose portare al nostro tavolo e delle belle cose arrivate e viste portare ai tavoli.

Dove Trovarlo

Via dell’Orso 71
Roma
Telefono 06 8927 4020

I vesuviani

Via Madonnelle
80030 Castello di Cisterna NA
Italia
Tel. 081 329 6996

Siamo stati ieri sera in questo locale, come sempre in incognita per evitare di avere un trattamento di favore.  Il locale è carino fin dal primo impatto, peccato per il parcheggio che si trova di fronte, obbligandoti ad attraversare una strada a percorrenza veloce. Menomale che il parcheggiatore è estremante gentile e con l’aiuto di una torcia aiuta i clienti nell’attraversamento della strada. Appena arrivati, io e la mia famiglia, (eravamo in incognita) essendo le 20 con il locale semivuoto siamo stati accolti da due camerieri che ci hanno aperto le porte del locale ed accompagnato ad un tavolo.

 

La sala è accogliente e i camerieri, tutti dotati di auricolare, come fa di moda ora, sono ben vestiti e subito pronto ad aiutarti, qualora ce ne sia il bisogno. Arriva il maître e ordiniamo 1 arancino alla Verza, 1 con Reblochon e prosciutto  Frittatina di pasta dello Chef  e un Crochettone con Salsiccia e Broccoli.

Eccellente il Crocchettone e l’arancino con il Reblochon  e Prosciutto, interessante l’arancino con la Verza, un originale rivisitazione di un piatto tipico campano, Riso e Verza, buono ma da rivedere e migliorare. Interessante la frittatina di pasta.

Subito dopo abbiamo preso la pizza fatta in pala. Una pizza per due, metà parmigiana e metà mortadella pistacchio e provola. Eccezionale, con una lievitazione perfetta e una croccantezza che ti lascia a bocca spalancata.

Con tre bottigline d’acqua abbiamo pagato appena 40 euro.

 

Ristorante La Lantera, “Bello, Buono e Giusto”.

Sono stato in questo Ristorante di cui tanto bene mi avevano parlato una domenica a pranzo. Purtroppo non è stata una visita in incognita, perchè in realtà sia Marco che Luisa sono amici e il loro giovane Chef che lavora spalla a spalla con Luisa Stefano Parrella è stato mio allievo e quindi mi conosce bene. Quello che ho fatto, però, è stato telefonare 10 minuti prima di arrivare per prenotare il tavolo, impedendogli quindi di organizzarsi per tempo e obbligandoli, quindi, a servirmi il menù che avevano predisposto anche per gli altri clienti.  Ma veniamo alla nostra recensione.

Il locale è molto carino con due sale una interna e l’altra esterna, la sala è arredata con gusto e si sente il tocco femminile di Luisa nella scelta dei tendaggi del tovagliato e dei centro tavoli, semplici ma eleganti e di gran classe. Arriva Marco che come al solito ci intrattiene con la sua simpatia e ci serve l'”entrée” che però lui napoletanizza chiamandoli “intrattieni”, ma lo si chiami pure come si vuole quello che ci è arrivato a tavola è stato qualcosa di meraviglioso ossia:

“Melanzana Tartufata con fonduta di parmigiana al tartufo”, cosa dire, forse una delle cose più buone che io abbia mai mangiato, spettacolare nella sua semplicità, soffice come una nuvola ma meravigliosamente ricca di gusto, dove la melanzana sposatasi con il tartufo partorisce il gusto del parmigiano delicatamente accostato per completare il quadretto gustoso.  MERAVIGLIOSO.

Passatina di ceci e gamberi, tozzette con patate” due zuppette meravigliose serviteci come antipasto, in particolare ci ha colpito il passato di ceci, svuotato del gusto e del profumo acre dei ceci per fare spazio all’avvolgente ed eccitante profumo del mare portato in dote dai gamberi, felicemente accompagnati dai ceci croccanti posti sopra la zuppetta. FANTASTICO.

Pizza fritta di scarola su fonduta di parmigiano, parmigiana di melanzane, cappello di champignon ripiena di salsiccia e noglia, peperoni, baccalà e guanciale, carciofo con pancetta di maiale nero casertano, baccalà mantecato con friariellli, tarallo sbriciolato e maionese di papaccelle” , cinque piccole delizie messe in fila per ammaliare il palato e accompagnare lo stesso in un viaggio tra gusti e tradizioni di una terra antica, quale la campania, fatta di ricette semplici ma deliziosamente e armoniosamente accostate tra loro. STUPENDO

“Pasta mista gemelle del vesuvio con patate di avella  e funghi porcini”  Cosa dire di fronte ad un piatto di una semplicità disarmante, reso speciale dalle estrose mani degli chef che hanno unito due prodotti di una terra unica per farne una delizia servita con la consueta eleganza. CLASSICO ELEGANTE.

Spaghetti ai cinque pomodori, sembra la cosa più banale al mondo, eppure Stefano e Luisa sono riusciti a creare un piatto strabiliante, dove il gusto di 5 pomodori di dolcezza e consistenza diversa si intrecciano sapientemente come un unica squadra che ha come finalità quella di riempire le papille gustative ed ammaliare il palato, il tutto evitando che l’acidulo o il dolce di alcuni pomodori potesse prevalere sul gusto complessivo. AFFASCINANTE.

   

“Gnocco con pomodori gialli regina del mare, pesto ai pistacchi e crudo di Mazzaro del vallo. Un omaggio alla Sicilia e a due dei suoi prodotti più tipici, una vera e proprie full immersion nel gusto mediterraneo, servito in un piatto che ricorda l’etna perchè all’Osteria La Lanterna nulla è lasciato al caso. MEDITERRANEO.

Dessert: “Parfait alla Nocciola Avellana. Tartufo al cioccolato. Panna cotta al caramello al latte. Dolce al cucchiaio con varietà di cioccolato. Ricotta e pera rivisitata. TRIONFO DI SAPORI DOLCI.

Alla fine con tutto lo staff dell’Osteria La Lanterna abbiamo preso un caffè e insieme abbiamo chiacchierato a lungo, pasteggiando con dell’amaro e dei distillati, tanto per agevolare la digestione.

All’Osteria La Lanterna vivi un esperienza unica, senti la genuinità regalata da Luisa che si sposa con l’estro di Stefano il tutto messo insieme e coordinato dal simpaticissimo Marco che ha sempre la battuta giusta nel momento giusto, se poi a questo aggiungi la schiera di giovani collaboratori che con gioia ed entusiasmo collaborano fattivamente al progetto gastronomico di questo ristorante, allora capisci perfettamente che sei di fronte a qualcosa di meraviglioso. Qui dove la voglia di stupire non prende mai il sopravvento rispetto all’esigenza di accontentare il cliente, dove lo CHEF non cucina per il suo piacere, ma per il piacere degli ospiti, dove la tecnica si sposa con il gusto e la spontaneità con la genuinità, qui capisci il verso senso dell’essere GOURMET. Marco e Luisa hanno dedicato la vita alla ristorazione, amano il loro lavoro ma con questo lavoro devono anche fare cassa, non scendono a compromessi con nessuno, non fanno acquisti mirati a farli arrivare nei titoli giusti e sulle guide giuste, loro fanno quello che ritengono essere il meglio per loro e per il territorio che li ospita. Siamo in un posto meraviglioso, dove moda e voglia di apparire non attecchiscono, questo è un posto dove il cibo è BELLO, BUONO E GIUSTO.

Grazie per l’ospitalità amici miei.

Via Vittorio Emanuele, 268

83027 Mugnano del Cardinale AV.

Tel. 081 511 1134

 

 

Uno stoccafisso irresistibile

Il locale “La civetta” è un posto caloroso,rustico e accogliente che si trova nei pressi di Nola,precisamente via San Gennaro 310; in località ” pozzoceravolo”.

Nasce in una antica masseria ristrutturata. Al suo interno sono poste  decorazioni  pittoresche, che non risultano comunque, essere eccentriche. L’ atmosfera è  familiare ed a tratti informale, al punto che ci si sente quasi a casa. La location è suddivisa in due sale, più l’ambiente esterno che viene abbellito a seconda dell’evento e delle occasioni speciali. La prima sala , è particolarmente  elegante e raffinata con una serie di specchi al soffitti, che rendono l’ambiente particolarmente ampio . La seconda sala, (sala-pub) caldamente dipinta , ricorda una baita dalle cui vetrata si ammira un’ampia vegetazione. In questa sala, il sabato sera si svolge il Karaoke e vi è l’animazione musicale, che intrattiene piacevolmente gli ospiti, che spinti dalla musica e dalla buona birra si lasciano andare a balli e canti.
Ma il vero cavallo di battaglia del locale è  lo stoccafisso al pomodoro . Lo chef lo realizza in molti modi, ma in assoluto vi consiglio di assaggiarlo al pomodoro. Il  sapore del pomodoro unito all’inconfondibile gusto dello stoccafisso, rendono il piatto particolarmente equilibrato nel gusto.

Lo chef lo cucina  perfettamente, al punto da risultare croccante ma non duro, tanto che una volta in bocca si  scioglie come fosse zucchero.

L’acidità del pomodoro unito al gusto dolciastro dello stoccafisso creano un connubio perfetto.

Le verdure dal canto loro, donano quella giusta croccantezza e freschezza che rendono unico questo tipico piatto della cucina Vesuviana.

Servizio cordiale ma informale e prezzi equilibrati, rendono questo locale meritevole di una visita, in particolare il sabato sera, quando al buon cibo si abbina un ottima animazione.

F.T.

 

Pepe in Grani, anche le auto di formula 1 in curva sbandano.

Quando vai da Franco Pepe a Caiazzo, vai nel tempio della pizza, in un luogo magico, dove tutto è  perfetto. Sai da subito, che se non hai prenotato devi attendere, in un vicolo stretto con tantissime altre persone, anzi spesso l’attesa è parte integrante del gusto, perché nell’attesa si fanno nuove amicizie, si creano nuovi dibattiti e si disquisisce sul valore aggiunto dato ad un intera comunità da Franco Pepe. Infatti nei dintorni della pizzeria Pepe in Grani, sono nati Wine-Bar, Gelateria, Pasticcerie, insomma, si può ben dire senza timore di smentite che Pepe in Grani, rappresenta per Caiazzo un vero e proprio Volano Economico, in grado di creare valore aggiunto per chi vi lavora e per l’indotto.

Siamo stati, come sempre facciamo da Pepe in Grandi, senza prenotare e senza farci riconoscere, perché le nostre recensioni debbono essere imparziali e quindi, dobbiamo comportarci come clienti normali, evitando di avere un trattamento di favore.

Abbiamo ordinato un tagliere di salumi del territorio. Un piatto ricco di salumi tipici dal gusto antico.

Le pizze;

Abbiamo preso due pizze al forno e una fritta.

Materia prima utilizzata per la pizza eccellente, prodotti ottimi.

Ma noi siamo qui per provare, soprattutto, il famoso impasto di Pepe, e qui purtroppo ci sono delle noti dolenti, l’impasto non era come sarebbe dovuto essere, ossia non era eccezionalmente leggero e anzi il cornicione era appiccicoso e la pizza risultava pesante. Cose che capitano in qualsiasi pizzeria, ma che non dovrebbero capitare da Franco Pepe, perchè se compri una macchina da formula uno ti aspetti che la stessa non sbandi in curva, almeno che chi la guida non è distratto o distante dal volante.

Purtroppo, Franco Pepe è distante e spesso distratto, dedica il suo tempo ai clienti, soprattutto quelli che già conosce, oppure sta fuori la porta a risolvere le mille diatribe che succedono, dove spesso clienti che attendono da troppo tempo, si lamentano, soprattutto se si vedono sorpassati da clienti che affermano aver prenotato telefonicamente. Insomma Pepe attualmente fa tutto, tranne che il pizzaiolo e spesso è distante dal forno e non sempre riesce a tenere sotto controllo quello che succede. Non diciamo che la pizza non era buona, anzi, era ottima, ma non eccellente. Se vieni a Caiazzo a fare un fila di due ore in un vicolo ti aspetti  l’eccellenza e così non è stato.

Da Gigione, si mangia il miglior hamburger della Campania

Gigione è il capostipite delle tantissime hamburgerie macellerie presente oggi in Campania.  Luigi e Antonietta, nel 2013 rinnovano la loro macelleria e decidono di ampliare la cucina presente sul retro della stessa, cucina che fino ad allora serviva semplicemente per uso familiare. L’idea è vincente, infatti nasce Gigione, un posto dove non solo puoi comprare carne di qualità ma puoi anche mangiare, fino a sera un ottimo Panino.

Ma da Gigione il panino devi mangiarlo in piedi o appoggiato su di un tavolino  all’esterno della macelleria, in quando lo spazio stesso della macelleria non è sufficiente per contenere i tantissimi avventori che da varie parti della Campania arrivano da Gigione.

Per questo motivo nasce a Pomigliano, in via Roma 307 nel 2015 DA GIGIONE un hamburgheria dove mangiare Panini e altre  specialità di Carne di Altissima qualità seduti, magari sorseggiando uno dei tanti vini presenti in cantina. Tutto questo ovviamente non prima di aver attesa almeno 30 minuti per avere il posto in settimana e fino a due ore il Sabato Sera, ma ci può stare, perché le cose belle si fanno desiderare. Ma veniamo alla nostra esperienza, siamo andati, come sempre in incognito un sabato a pranzo per provare l’hamburgeria  di Via Roma.

Abbiamo fatto l’errore di prendere delle patate fresche tagliate a fette e fritte con Salame che ci hanno rotto la fame non facendoci gustare del tutto il panino che ne è seguito. Comunque abbiamo, stoicamente proseguito con due ottimi panini uno con Melanzane e Hamburger, l’altro a scelta dello chef, che ci ha mandato un panino con i funghi, denotando una certa stanchezza fisica e mentale dei membri dello STAFF di cucina.

Niente da ridire, la carne era ottima e ottimi erano i contorni presenti all’interno degli stessi, ma quando vai in un posto e chiedi allo Chef di decidere per te, ti aspetti che questo dia il massimo e si presenti con qualcosa che possa stupirti, non ti aspetti certo di ritrovarti nel piatto la prima cosa che gli passa per mano?

Morale della favola, tutto ottimo, come sempre, ma massima attenzione, perché è più facile scendere che salire, quindi il nostro consiglio è quello di continuare a scegliere le migliori materie prime e mantenere la lucidità necessaria per stupire sempre i propri clienti.

Non diremo se è promosso è bocciato perché ce lo riserviamo per una prossima visita, che come sempre faremo in incognito e della quale vi renderemo conto.

Monsu’ Matera, classe eleganze e gusto al centro di una città meravigliosa.

 

Parlare di Matera dei suoi Sassi della sua eleganza è cosa facile e scontata. Noi di Esperienze Golose , in realtà, siamo andati a Matera per vivere come sempre nuove esperienze golose e trovare eccellenze a prezzi accessibili anche in questa città che sta vivendo un momento di enorme popolarità turistica.  Matera nel 2019 sarà capitale Europea della Cultura, quindi siamo venuti a vedere se vi erano i presupposti per celebrare anche la Cultura Gastronomica. Ovviamente questo viaggio nel mondo della Gusto Materano si svolgerà in più tappe questa di oggi è stata solo la prima delle tante che faremo da qui al 2019.

 

La prima tappa l’abbiamo fatta in questo locale che si trova in Via del Corso, il nome è già tutto un programma ed è ricco di ambizioni , infatti esso rievoca cucine e tradizioni di un tempo quando in MONZU o MONSU’ erano i Cuochi addetti alla Corte, veri e propri elementi di “tred -union” tra la cucina Francese e quella del Regno delle due Sicilie. Ma Monsù ha anche un sottotitolo ossia “COLTO E MANGIATO”, che di suo vuole indicare genuinità, freschezza, immediatezza. Ma veniamo alla recensione e cerchiamo di capire se queste premesse verranno rispettate o disattese.

Appena entri al Monsù ti colpisce la cura prestata nell’arredamento, l’eleganza degli elementi si fonde con l’estetica del gusto rappresentata da “marmellate, olio, aceti” e tanti altri barattolini che in questo caso fanno da arredamento, donando gusto ed eleganza all’ambiente nell’insieme. Il locale è stretto e lungo con pochi tavoli, al massimo 50 posti tra tavoli e tavolinetti sistemati con ordine ed eleganza. In fondo alla sala si vede la cucina a vista  dove si possono vedere gli “Chef o Monsù” all’opera.

Ma veniamo a noi, come sempre siamo andati in incognito, vestiti da turisti  fingendo di fare foto per passione  e non per documentare l’emozione che stavamo vivendo.

Ci sediamo e finalmente diamo un occhiata ai menù. Fin dal primo impatto ci sembra evidente che al Monsù si spende poco e capiamo fin da subito che l’intento della proprietà è quello di ricreare un ambiente familiare, arricchito dall’eleganza del posto, dalla tecnica di lavorazione e dalla ricerca di ingredienti genuini ma di assoluta qualità.

Noi abbiamo deciso di mangiare tre panini gourmet e una bottiglia d’acqua.

Abbiamo preso un panino con  coppa di Martina Franca, funghi cardoncelli, pomodori secchi, stracciatella di olive Maiatica di Ferrandina, scorzette di limone IGP di Rocca Imperiale, valeriana, olio EVO. 

Un tripudioi a due regioni meravigliose, Puglia e Basilicata, confinanti tra di loro dove spesso il gusto si unisce in un unica grande sinfonia. Pane tipico Materano di quello fatto in casa e non quei panini mosci che tanto vanno di moda in questo periodo, pane fresco ma croccante come era un tempo.

Abbiamo proseguito con un panino al cui interno c’era: Melanzana di Rotonda dop, Fonduto di cacocavallo, pomodori secchi,in olio EVO,  cuori di carciofi, porro e miele.

Il dolce si fonde con il salato la terra si unisce con i suoi derivati come il Cacio Cavallo, tutto è armonia, tutto è gusto, tutto è riscoperta.

Per finire abbiamo preso un panino con: Crema di Lampascioni, crema di Pistacchi di Stigliano, Pancetta arrotolata, Formaggio di pasta morbida, fichi secchi di Miglionico con mandorlle, valeria, olio EVO

Tutto percfetto, tutto abbinato in modo impeccabile, il dolce si sposa meravigliosamente con il salato, insomma una vera delizia.

Ovviamente al monsù c’è anche un ottima carta dei vini, con tanti vini regionali e nazionali, purtroppo dovevamo guidare e non ne abbiamo potuto approfittare, ovviamente appena potremo torneremo e dormiremo in un posto vicino al MONSU’ per provare altre delizie e degustare uno dei loro vini.

Con 24 euro abbiamo mangiato tre ottimi panini e bevuto una bottiglia d’acqua, abbiamo goduto della bellezza degli ambienti, dell’eleganza e della disponibilità della proprietaria, insomma siamo stati davvero bene, mangiando ottime cose.

MONSU’ : Via del Corso Matera. Tel: 08351973099

Pizza Fritta alla Pizzeria Zia Esterina Sorbillo di Piazza Plebiscito

Esistono pochi posti al mondo e praticamente nessuna grande città d’Europa e non solo dove con soli 10 Euro puoi mangiare, bere ed essere pienamente soddisfatto. Uno se non l’unico posto dove è possibile fare questo è la città di Napoli. Solo a Napoli puoi mangiare una pizza a portafoglio oppure una pizza fritta, o tante altre golosità spendendo 10 euro e rimanendo nel contempo pienamente soddisfatto.

Questa volta, personalmente e con la mia famiglia sono andato alla Pizzeria Zia Esterina Sorbillo, che prepara pizze fritte da portare via.

Il regno del  del fritto e del gusto, ma nel contempo il regno del buono, dell’olio pulito per la frittura e del benessere dello spirito e della mente.

La pizza fritta da mangiare per strada è un “MUST” della cultura Napoletana e Campana, una tradizione antica di cui si possono trovare nobili citazioni in migliaia di testi e nelle commedie all’italiana degli anni 60. Insomma la pizza fritta è un arte, un modo di essere, non è fast food, perché è bollente e non la  puoi mangiare velocemente, ecco la pizza fritta è la regina dello “street food all’Italiana” anzi “alla Napoletana”. Ma non tutti sono in grado di fare pizze fritte che siano leggere, non unte, profumate e con ingredienti eccellenti all’interno. Da Zia Esterina Sorbillo, sanno bene quanto è difficile fare un eccellente pizza, infatti non ha caso friggono in un pentolone e non in una friggitrice, perché friggendo nel pentolone è più facile cambiare l’olio quando questo è bruciato, ed è questo il primo grande segreto, cambiare spesso l’olio per friggere sempre in un grasso perfetto.

Ma l’olio di qualità da solo non basta, vi è bisogno anche e sopratutto di un impasto lievitato lentamente e di ingredienti interni eccellenti. Io ho preso una Pulcinella ovvero una pizza con all’interno: “provola, mozzarella, ricotta e polpettine”, una vera delizia dove gli ingredienti di qualità erano amorevolmente avvolti dalla pasta lievitata lentamente. La cosa che più mi ha colpito, al di la del gusto e della fragranza è stato l’odore che si è sprigionato dalla pizza non appena, al secondo morso ho raggiunto il cuore della pizza, un odore meraviglioso ha pervaso i miei sensi e in quell’odore si  racchiude l’essenza di questa città. Una città dalle mille contraddizioni che riesce ad unirsi nonostante tutto di fronte alle difficoltà che la pervadono e ne deturpano la bellezza.

Il tutto con meno di 10 euro a persona, anzi per l’esattezza in tre di noi, ho speso 20 euro, acqua compresa. Una delizia ad un prezzo eccezionale, un esperienza che consiglio a tutti di vivere.

 

La Fantasia al Litto, il matrimonio perfetto tra gusto e passione.

A Quadrelle, paesino di confine tra la provincia di Napoli e quella di Avellino, nasce questo caratteristico e carinissimo posto che si chiama La Fantasia a Litto, ci dicono che si mangia un ottima pizza e che il patron Stefano, utilizzi per i suoi impasti solo lievito madre. Ovviamente abbiamo deciso di andarci e verificare se quelle che si raccontano sono leggende metropolitane, oppure se corrispondono al vero.
Siamo stati alla Fantasia al Litto un Venerdì sera, fortunatamente era presente poca gente, l’attesa è stata breve e l’attenzione riposta nei nostri confronti è stata alta.
Ma veniamo al dunque; arriviamo e immediatamente scattiamo una foto ai pizzaioli, che sono tre giovanottoni sorridenti e sereni.
Ci viene offerto un tavolo, come sempre siamo in quattro, e subito ordiniamo le pizze, una birra e una bottiglia d’acqua frizzante. Stefano ci spiega che l’impasto che mangeremo stasera è stato preparato mercoledì sera e che dopo averlo fatto lievitare fino  a Giovedì sera è stato poi tenuto in frigo fino a stasera, il tutto per consentire ai lieviti naturali del lievito madre di potersi sviluppare, colonizzando l’impasto e rendendolo soffice, leggero e altamente digeribile. Per verificare la veridicità delle affermazioni di stefano, apriamo immediatamente il cornicione della pizza che ci arriva per vedere se l’impasto è aperto e con grossi buchi, segno evidente dell’effetto dei lieviti sullo stesso.
Ebbene si il primo esame è superato a pieni voti,  il cornicione è alto e con tanti fori all’interno segno evidente che Il gas (anidride carbonica) rimasto intrappolato nel reticolo proteico del glutine ha formato bolle che fanno aumentare il volume dell’impasto  rendendolo soffice (processo di lievitazione), ovviamente maggiori e di più grande dimensione sono le trappole di gas, maggiore è stato il tempo di lievitazione e maggior tempo hanno avuto a disposizione i lieviti per far sviluppare questo gas. ( Magari dedicheremo un articolo a parte alla lievitazione, ora concentriamoci sulla pizza della Fantasia al Litto)
Ordiniamo un giro pizza, una sorta di menù gourmet, per cui ci verranno portate quattro pizze divise in quattro per farci assaggiare vari gusti.
Si parte con una  “Terra Felix”: crema di datterino giallo e limone, scarola riccia, salamino di Venticano, scaglie di pecorino di Venticano. Davvero un abbinamento di ottimo livello, dove vengono esaltate due specialità dell’alto Avellinese, il pecorino e il salamino entrambi eccellenti e ottimi sposi del pomodoro giallo datterino e il limone; a celebrare il tutto come le nozze dell’anno la scarola riccia, vera e propria delizia della gastronomia verde Campana.
Si continua;
“Novella” crema di piselli , provola di agerola, pencetta pepate dell’Irpinia. Ancora una volta, un connubio perfetto, un incontro d’amore tra i prodotti della terra dell’alto Salernitano e  i magnifici salumi dell’Avellinese, la delicata crema di Piselli Cornetto è un fiume dove si poggiano con eleganza l’ottima pancetta pepata e la meravigliosa provola, resa elegante e raffinata dalla presenza dei gherigli di Noci di Sorrento.
Si prosegue, stavolta arriva;
Turca Mediterranea” : salsa di rucola, crema di mozzarella, cruditè di datterino giallo e violetta ai ferri . Non sappiamo perché abbiano deciso di chiamarla Turca Mediterranea, non è chiaro se si tratta di un omaggio al famoso film di Totò il Turco Napoletano o vi siano altri motivi, a noi è sembrato di vedere uno dei coloratissimi arazzi Turchi, ad ogni buon conto, indipendentemente dal motivo del nome, quello che ci ha colpito è stato il fatto che in questa pizza si esaltano i sapori e i colori di un territorio, il Mediterraneo ricco di storia, gusto e tradizione. I pomodori la crema di mozzarella e di rucola altro non sono se non accompagnatori di un impasto fatto a regola d’arte, croccante e soffice nello stesso tempo, senza diventare mai pesante e fastidioso.
Chiudiamo con;
“Pizza al momento” fior di latte di Agerola, ciccioli di maiale, ricotta al limone, porcini. Una pizza fuori menù fatta apposta per noi, per celebrare la nostra presenza nel locale. Come i grandi attori erano in grado di improvvisare senza mai sbagliare la battuta, così Stefano e il suo Staff sono in grado di realizzare una pizza meravigliosa senza prima averla provata. Essenza di due grandi territori ricchi di storia, tradizione e gastronomia, dove il fior di latte di Agerola  e il limone sfusato di Sorrento ben si sposano con la Ricotta delle mucche avellinesi con i Porcini di queste magnifiche colline. Non ha un nome questa pizza, magari la chiameranno ESPERIENZE GOLOSE  in nostro onore e noi ne saremo onorati.
Conclusione con ottimi Dessert.
Che dire, ci sembra evidente da quanto scritto finora che alla Fantasia a Litto si fanno delle ottime pizze, il tutto con estrema semplicità e passione, senza darsi mai delle arie e con estrema tranquillità e serenità che viene trasmessa anche al cliente, che durante le due ore che trascorre in questo locale, si sente tranquillo e sereno.
P.S. Quattro pizze, due bottiglie d’acqua, una birra Fisher e due dessert ci sono costati solo 56 €uro, un prezzo decisamente onesto.
 
Via Garibaldi 48
Quadrelle
Tel. 081 825 7640

Pizzeria la Napoletana a Baiano, ce ne avevano tanto parlato ma finalmente l’abbiamo provato,” ne è valsa la pena”

Molti di Voi lettori ci avevano segnalato questa pizzeria posta nei pressi della Stazione di Baiano, noi per mancanza di  tempo e un po anche per superficialità  non ci eravamo ancora andati, insomma non pensavamo che a Baiano ci potesse essere una buona pizzeria, posta al di fuori della strada che collega Nola-Avellino.
Eravamo andati un sabato sera, trovandolo strapieno, tornati il giovedì successivo, il caro Filippo ( patron del locale), ci ha riconosciuti come i clienti del sabato prima, si è scusato perché il locale era pieno (sic, la prima volta che un ristoratore si scusa perché è pieno, bel segno di umiltà e disponibilità) .
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Il locale è stato rinnovato da poco e l’architetto che lo ha progettato ha fatto davvero un bel lavoro. L’atmosfera è elegante ma semplice, la bellezza estetica si sposa perfettamente con l’esaltazione dei materiali poveri, quali legno per cassette e ceramiche di qualità.
Ma noi non siamo qui per ammirare il locale, questo è utile di certo, ma non basta, noi siamo qui per capire se davvero vale quello che dicono o ancora una volta siamo di fronte ad una leggenda metropolitana.
Filippo il proprietario si avvicina e immediatamente ci propone un giro-pizza, ossia quattro pizze servite in momenti diversi e tagliate in quattro ( noi eravamo in quattro) in modo da farci assaggiare le sue specialità. Insomma l’equivalente del menù di degustazione  che tanto  è in voga nei ristoranti gourmet. Da bere ci viene consigliata una birra fatta in un birrificio napoletano il cui nome
paliat birra
 è tutto un programma paliat, tradotto per coloro i quali non conoscono la lingua napoletana  ( picchiato, anzi picchiato forte) un ottima birra scura che fa 9 gradi di un birrificio Napoletano, che ci siamo ripromessi di andare a trovare quanto prima.
Cominciamo il giro pizza. Prima pizza “SCOSTUMATA”
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Andiamo avanti seconda pizza:PIZZA BIANCA CON PANCETTA, POMODORINI E PROVOLONE.
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Andiamo avanti : PIZZA CON GORGONZOLA NOCI E MIELE
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Quarta pizza: SCRIGNO DI PROVOLONE DEL MONACO E POMODORINI DEL PIENNOLO
c02b32ed-74a8-486f-845e-efa796c3d143 96700739-f518-4d21-a897-4904dba8fc50 Ecco, qui siamo di fronte a quello che secondo noi è il biglietto da visita della pizzeria la Napoletana a Baiano, l’impasto si esalta per effetto del formaggio e diventa croccante, il provolone del Monaco è di qualità e i pomodorini sono eccezionali, il tutto senza esagerare, senza nominare grandi produttori,tanto per fare i Fighi, alla pizzeria la Napoletana di Baiano,  da Filippo e la sua famiglia non c’è spazio per i fighetti, qui non si scrivono cose belle tanto per farsi notare qui si punta al concreto si cerca l’eccellenza senza diventare snob.
Inutile dirlo il nostro voto ormai è chiaro; Promosso a pieni voti. Complimenti.
promosso
Indirizzo: Via Marconi, 27, 83022 Baiano AV
Telefono: 081 824 3430
Aperto la sera
Chiuso martedì